Biglietto da visita per fisioterapista: cosa scrivere
Sul biglietto da visita di un fisioterapista bastano pochi dati, ma devono essere esatti: nome e cognome, il titolo di «Fisioterapista», l'Ordine a cui è iscritto con il numero di iscrizione, l'indirizzo dello studio, il telefono e le modalità di prenotazione. Sul retro trovano posto gli ambiti di cui si occupa, descritti in modo sobrio. Per un professionista sanitario il biglietto è a tutti gli effetti una comunicazione informativa: niente sconti, promesse di guarigione o slogan.
Quali dati scrivere sul fronte
- Nome e cognome, preceduti da «Dott.» o «Dott.ssa» se ha la laurea in Fisioterapia: a chi ha conseguito la laurea spetta la qualifica accademica di dottore (art. 13, comma 7, DM 270/2004). Chi esercita con un diploma del vecchio ordinamento riconosciuto equipollente, e non ha una laurea, usi semplicemente «Fisioterapista».
- Il titolo professionale, per esteso: «Fisioterapista». È una professione sanitaria protetta, come ricorda la FNOFI citando l'art. 348 del codice penale sull'esercizio abusivo. Formule vaghe come «terapista» o «riabilitatore» non dicono al paziente con chi ha a che fare.
- L'iscrizione all'Ordine, con il numero: come scriverla è spiegato più sotto.
- Studio e indirizzo; se lavora solo a domicilio, la zona in cui si sposta.
- Telefono e, se li usa davvero, e-mail e sito. La partita IVA è facoltativa sul biglietto.
Come indicare l'iscrizione all'Ordine dei fisioterapisti
Su questo punto molti biglietti stampati qualche anno fa sono superati. Dal 1° luglio 2019 i fisioterapisti dovevano iscriversi a un albo interno agli Ordini TSRM e PSTRP, quelli dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Con il decreto del Ministro della Salute 8 settembre 2022, n. 183, in vigore dal 15 dicembre 2022, sono nati gli Ordini territoriali della professione sanitaria di fisioterapista e la loro federazione nazionale, la FNOFI. Gli albi dei fisioterapisti sono confluiti nei nuovi Ordini.
Gli Ordini sono 38 e non sempre coincidono con la provincia: ci sono Ordini regionali (per esempio del Lazio o della Liguria), uno interregionale per Piemonte e Valle d'Aosta, Ordini interprovinciali (come quello di Bologna e Ferrara) e provinciali (come Bergamo o Trento). Sul biglietto indichi quello che risulta dalla Sua iscrizione. Il nome ufficiale è lungo, per esempio «Ordine interprovinciale della professione sanitaria di fisioterapista di Bologna e Ferrara»: una forma breve e riconoscibile, come «Iscritta all'Ordine dei Fisioterapisti di Bologna e Ferrara n. XXXX», si legge meglio e non lascia dubbi.
Il numero di iscrizione serve anche al paziente, che può controllarlo nella ricerca albo della FNOFI. Se ha ancora biglietti con la dicitura «Ordine TSRM e PSTRP – Albo dei Fisioterapisti», quell'indicazione non è più attuale: conviene ristamparli.
Pubblicità sanitaria: che cosa non scrivere
Per le professioni sanitarie la regola è stretta. La legge 145/2018 (art. 1, comma 525) stabilisce che le comunicazioni informative degli iscritti agli albi delle professioni sanitarie possono contenere unicamente le informazioni previste dall'art. 2 del DL 223/2006, cioè titoli e specializzazioni, caratteristiche del servizio, prezzo e costi delle prestazioni. È escluso «qualsiasi elemento di carattere attrattivo e suggestivo, tra cui comunicazioni contenenti offerte, sconti e promozioni». In caso di violazione l'Ordine procede in via disciplinare e segnala il caso all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (comma 536).
Il codice deontologico dei fisioterapisti, pubblicato dalla FNOFI nella sezione Normative, va nella stessa direzione: la pubblicità deve essere «obiettiva, veritiera, corredata da dati oggettivi e controllabili» (art. 42) e il fisioterapista non deve patrocinare forme di pubblicità a favore di aziende per prodotti sanitari o commerciali (art. 43). In pratica, sul biglietto eviti:
- offerte e sconti, come «Prima seduta gratuita» o «10 sedute a prezzo speciale»;
- promesse di risultato, come «Addio mal di schiena in 3 sedute» o «Recupero garantito»;
- superlativi e confronti, come «Il miglior centro di riabilitazione della città»;
- titoli che non può documentare, per esempio «specialista in…» senza un titolo che lo attesti;
- marchi di apparecchiature o di aziende, che trasformano il biglietto in pubblicità per terzi.
Può invece scrivere informazioni utili: gli ambiti di intervento, un master o un corso di perfezionamento che possiede davvero, gli orari, le modalità di prenotazione. Se ha un dubbio su una dicitura, ne parli con il Suo Ordine territoriale prima di stampare.
Il retro: ambiti di intervento e prenotazioni
Bastano tre righe descrittive. Per gli ambiti: «Riabilitazione ortopedica e post-operatoria», «Fisioterapia neurologica», «Riabilitazione del pavimento pelvico», «Terapia manuale · Esercizio terapeutico». Una riga pratica completa il retro: «Su appuntamento · Anche a domicilio» oppure gli orari dello studio. Se il fronte è già pieno, il retro è il posto giusto anche per la riga con l'iscrizione all'Ordine, come nell'esempio qui sotto.
Il modello giusto per uno studio di fisioterapia
Un biglietto sanitario deve trasmettere ordine e affidabilità. Il modello «Centrato» lascia respirare il nome e si legge bene anche dai pazienti più anziani; «Classico» ordina con chiarezza molti recapiti. Tra i colori, blu petrolio e verde abete sono sobri senza risultare freddi. Tenga i recapiti ad almeno 8 punti e scelga un buon contrasto: molti pazienti leggeranno il biglietto senza occhiali. Formato, abbondanza e margini sono spiegati nella guida alle misure del biglietto da visita.
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