Biglietto da visita per infermiere libero professionista
Per un infermiere libero professionista il biglietto da visita non è solo un cartoncino con il numero di telefono: per la deontologia è una forma di pubblicità sanitaria. Deve quindi riportare nome e cognome, il titolo di infermiere con le eventuali specializzazioni, l'OPI di iscrizione, il domicilio professionale e i recapiti, senza messaggi promozionali. E prima di stamparlo conviene sentire il proprio Ordine: la FNOPI chiede di sottoporre la comunicazione pubblicitaria a una valutazione preventiva dell'OPI di appartenenza.
Che cosa scrivere: i dati indicati dalla FNOPI
Il Vademecum della libera professione infermieristica della FNOPI (aggiornamento di marzo 2026) contiene linee guida sulla pubblicità sanitaria valide «con qualsiasi mezzo di diffusione, compresa la carta intestata». Su ogni comunicazione informativa l'infermiere indica:
- nome e cognome;
- titolo professionale ed eventuali specializzazioni, compresi i titoli attinenti alla professione;
- sede dell'attività e struttura dello studio, se ne ha uno;
- orari e modalità di prenotazione;
- domicilio professionale.
I due fac-simile di biglietto da visita allegati al vademecum aggiungono indirizzo, telefono, partita IVA e codice fiscale, PEC e, in fondo, gli estremi del parere di conformità rilasciato dall'OPI; per gli ambulatori anche quelli dell'autorizzazione sanitaria, dove necessaria. Non tutto deve stare sul fronte: in un biglietto da 85 × 55 mm il retro è il posto giusto per le righe più tecniche.
Titoli e specializzazioni: come scriverli
Il titolo è «Infermiere» o «Infermiera». Con la laurea in Infermieristica spetta anche la qualifica accademica di dottore (art. 13, comma 7, DM 270/2004), quindi «Dott.» o «Dott.ssa» davanti al nome è corretto; chi esercita con il diploma del vecchio ordinamento, senza laurea, usa solo il titolo professionale.
Per i titoli successivi i fac-simile FNOPI suggeriscono diciture precise: «Esperto in…», «Master in…» oppure il riferimento diretto all'area, e «Infermiere coordinatore» al posto di «Master in coordinamento». Le attività svolte in passato e la loro durata si possono citare solo se documentabili con una certificazione della struttura, da farsi rilasciare prima di stampare.
Il parere dell'OPI: che cosa chiede la FNOPI
Il punto che crea più dubbi è il controllo preventivo. Le linee guida FNOPI stabiliscono che gli infermieri liberi professionisti «dovranno richiedere una valutazione preventiva» al proprio Ordine sulla conformità della comunicazione pubblicitaria al Codice deontologico. Il vademecum include un fac-simile di richiesta di nulla osta (per targa, timbro, sito internet, inserzioni) e i modelli di biglietto con la riga del parere. Qualche distinzione aiuta a orientarsi:
- La legge non vieta la pubblicità informativa. Dal 2006 sono abrogati i divieti di comunicare titoli, specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzi, con trasparenza e veridicità del messaggio verificate dall'Ordine (art. 2 del DL 223/2006).
- Le linee guida sono un documento di categoria, ma il Codice deontologico è vincolante per tutti gli iscritti (art. 51) e chiede di osservare le norme sulla pubblicità sanitaria (art. 48).
- La procedura la stabilisce ciascun OPI: modulo, tempi, eventuali costi, se il biglietto va presentato da solo o insieme a targa e sito. L'OPI di Brescia, per esempio, pubblica moduli per il parere preventivo e un allegato con le caratteristiche del biglietto da visita; altri Ordini rimandano al vademecum nazionale.
Il consiglio pratico: prepari il testo, lo invii al Suo OPI e stampi solo dopo la risposta. Una ristampa costa più di qualche giorno di attesa.
Che cosa evitare sul biglietto
La legge 145/2018 (art. 1, comma 525) esclude dalle comunicazioni sanitarie «qualsiasi elemento di carattere attrattivo e suggestivo, tra cui comunicazioni contenenti offerte, sconti e promozioni». L'art. 48 del Codice deontologico delle professioni infermieristiche, in vigore dal 22 marzo 2025, chiede di evitare messaggi che spingano verso trattamenti, ausili o presìdi non basati su prove di efficacia e di dichiarare apertamente eventuali conflitti di interesse. Sul biglietto, quindi, niente:
- offerte come «Prima medicazione gratuita» o «Pacchetto iniezioni scontato»;
- promesse che non può mantenere, come «Reperibile 24 ore su 24» se non lo è davvero;
- loghi o nomi di aziende di farmaci, dispositivi o ausili: le linee guida vietano gli spazi pubblicitari per aziende del settore sanitario;
- il logo dell'OPI o altri segni distintivi senza il via libera dell'Ordine, che li valuta insieme al messaggio.
Le tariffe sono ammesse dalle linee guida, purché il prezzo non diventi l'unico contenuto del messaggio. Su un biglietto, di solito, è più semplice lasciarle al preventivo.
Il retro: prestazioni e zona
Descriva le prestazioni con parole comprensibili ai familiari dei pazienti, che spesso sono i primi a chiamare: «Medicazioni semplici e avanzate», «Gestione di cateteri e stomie», «Terapia iniettiva su prescrizione medica», «Assistenza domiciliare». Una riga può indicare zona e orari, un'altra l'iscrizione all'OPI e, se il Suo Ordine lo richiede, gli estremi del parere.
Modello e stampa
Per un professionista sanitario funzionano i modelli più lineari: «Classico» ordina bene molti recapiti, «Centrato» dà risalto al nome. Il blu navy e il blu petrolio richiamano l'ambito sanitario senza sembrare un modulo d'ospedale. I nostri modelli non usano loghi caricati: il nome dello studio diventa un logo tipografico, così non c'è il rischio di usare simboli non approvati. Ottenuto il parere dell'Ordine, inserisca il testo approvato nel generatore di biglietti da visita, controlli gratis l'anteprima e scarichi a 7 € IVA inclusa il PDF pronto per la stampa. Altri esempi sono nella pagina dei biglietti da visita per professione. Il biglietto qui sotto è di fantasia, compreso il numero di iscrizione.
Biglietto di esempio (dati di fantasia)
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