Vai al contenuto
Biglietti
CreaMisure e abbondanzaDomandePrezzo

Crea il mio biglietto

Biglietto da visita per avvocato: cosa scrivere secondo il codice deontologico

Aggiornato il 7 ottobre 2026. Codice deontologico forense (testo aggiornato al 2026 pubblicato dal CNF) e legge 247/2012 verificati a questa data sulle fonti ufficiali. Informazioni generali, non una consulenza legale: in caso di dubbio chieda al Suo Consiglio dell'Ordine.

La risposta breve: sul biglietto da visita di un avvocato vanno sempre il titolo professionale, la denominazione dello studio e l'Ordine di appartenenza, perché lo impone l'articolo 35 del Codice deontologico forense. Il praticante scrive per esteso «praticante avvocato»; «specialista», «professore» e «cassazionista» solo con il titolo; mai i nomi dei clienti.

I primi risultati per «biglietto da visita avvocato» sono modelli di tipografie: bilance, colonne, colori. Nessuno cita l'articolo 35, la norma che decide cosa può stare su quel cartoncino. Qui trova il testo, comma per comma, con il link alla fonte.

Le tre indicazioni obbligatorie: titolo, studio, Ordine

Il Codice deontologico forense, all'articolo 35 («Dovere di corretta informazione»), comma 3, stabilisce: «L'avvocato, nel fornire informazioni, deve in ogni caso indicare il titolo professionale, la denominazione dello studio e l'Ordine di appartenenza». Quelle tre righe non sono facoltative.

  • Titolo professionale: «Avvocato» o «Avvocata».
  • Denominazione dello studio: «Studio Legale Conti» o il nome della società tra avvocati.
  • Ordine di appartenenza: «Foro di Milano» o, più esplicito, «Ordine degli Avvocati di Milano».

La violazione dei doveri dell'articolo 35 comporta, secondo il comma 10, «l'applicazione della sanzione disciplinare della censura».

Chi può scrivere «avvocato»

L'articolo 2, comma 7, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 riserva il titolo: «L'uso del titolo di avvocato spetta esclusivamente a coloro che siano o siano stati iscritti ad un albo circondariale, nonché agli avvocati dello Stato». Il laureato in giurisprudenza non iscritto all'albo non può presentarsi come avvocato: «Dott.» indica la laurea, non l'abilitazione.

Praticante avvocato: la dicitura corretta

Il comma 5 dell'articolo 35 è preciso: «L'iscritto nel registro dei praticanti può usare esclusivamente e per esteso il titolo di "praticante avvocato", con l'eventuale indicazione di "abilitato al patrocinio" qualora abbia conseguito tale abilitazione». Niente «Avv.», niente «praticante» da solo, niente «legale».

L'articolo 41, comma 12, della legge 247/2012 consente al praticante, «decorsi sei mesi dall'iscrizione nel registro dei praticanti, purché in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza», di esercitare in sostituzione dell'avvocato presso cui svolge la pratica, nei limiti di legge. «Abilitato al patrocinio» si aggiunge solo dopo aver ottenuto l'abilitazione.

Cassazionista: quando si può scrivere

La parola «cassazionista» non compare nella legge: l'uso comune chiama così l'avvocato iscritto all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. Secondo l'articolo 22 della legge 247/2012, l'iscrizione si chiede al CNF dopo almeno cinque anni di iscrizione a un albo ordinario e il superamento dell'esame previsto, oppure dopo otto anni di iscrizione e la frequenza con profitto della Scuola superiore dell'avvocatura. Se è iscritto, una formula chiara è «Patrocinante in Cassazione»; altrimenti sarebbe un'informazione ingannevole.

Specialista, professore e altri titoli

  • Specialista: l'articolo 9 della legge 247/2012 riconosce agli avvocati la possibilità di «ottenere e indicare il titolo di specialista» secondo un regolamento del Ministro della giustizia. Senza quel titolo, indichi le materie trattate («Diritto di famiglia») senza la parola «specialista».
  • Professore: il comma 4 dell'articolo 35 ammette il titolo accademico di professore «solo se sia o sia stato docente universitario di materie giuridiche», specificando la qualifica e la materia insegnata. «Prof. Avv.» senza questi requisiti non è consentito.
  • Altre cariche: il comma 2 vieta i riferimenti a «titoli, funzioni o incarichi non inerenti l'attività professionale».

Cosa non mettere sul biglietto

  • I clienti: per il comma 8 l'avvocato non deve indicare il nominativo dei propri clienti «ancorché questi vi consentano». Nemmeno il consenso basta.
  • Confronti e slogan: niente informazioni comparative, equivoche o suggestive (comma 2). «Il miglior divorzista di Roma» è escluso; l'articolo 10, comma 2, della legge 247/2012 vuole una pubblicità trasparente, veritiera e corretta.
  • Nomi esterni allo studio: il comma 6 esclude i nominativi di professionisti e terzi non collegati organicamente o direttamente con lo studio.
  • Il nome di un collega defunto dello studio, salvo sua previsione o consenso unanime degli eredi (comma 7).

PEC, partita IVA, cellulare: utili ma facoltativi

L'articolo 35 non chiede né PEC né partita IVA. La PEC è comoda per i colleghi: se la mette, la scriva intera su una riga. Per la partita IVA vedi la guida sulla partita IVA sul biglietto da visita.

Tre esempi di testo (esempi fittizi)

Nomi, studi e recapiti qui sotto sono inventati (esempi fittizi).

Avvocata civilista (esempio fittizio)
Fronte: Avv. Elena Conti · Studio Legale Conti · Ordine degli Avvocati di Milano · +39 333 000 1111
Retro: Diritto di famiglia e successioni · Riceve su appuntamento · elena.conti@pec.example

Praticante abilitato (esempio fittizio)
Fronte: Dott. Marco Ferri · Praticante avvocato abilitato al patrocinio · Studio Legale Galli · Foro di Bologna
Retro: Diritto civile e del lavoro

Studio associato (esempio fittizio)
Fronte: Avv. Paolo Rossi · Patrocinante in Cassazione · Studio Legale Associato Rossi Bianchi · Ordine degli Avvocati di Napoli
Retro: Diritto penale e penale d'impresa · Napoli e Salerno

Titolo, studio e Ordine stanno sul fronte; il retro dice di che cosa si occupa lo studio, senza aggettivi.

Crei il biglietto con il nostro generatore

Nel generatore di biglietti da visita il campo «Ruolo o professione» accetta 50 caratteri: «Avvocata · Ordine degli Avvocati di Milano» ci sta per intero; lo studio va nel campo «Azienda» e il retro ha tre righe brevi. L'anteprima fronte e retro è gratuita; il PDF pronto per la tipografia, 85 × 55 mm con 3 mm di abbondanza e segni di taglio, costa 7 € IVA inclusa. Ciò che stampa resta sotto la Sua responsabilità deontologica. Altri esempi in biglietti da visita per professione; per un'altra professione regolamentata, vedi il biglietto da visita dello psicologo.

Fonti

Biglietto di esempio (dati di fantasia)

Fronte – Biglietto di esempio (dati di fantasia)
Retro – Biglietto di esempio (dati di fantasia)

85 × 55 mm

Domande frequenti

Cosa scrivere sul biglietto da visita di un avvocato?

In ogni caso il titolo professionale, la denominazione dello studio e l'Ordine di appartenenza, come impone l'art. 35, comma 3, del Codice deontologico forense. Poi nome, telefono, e-mail ed eventualmente le materie trattate, senza nomi di clienti né slogan.

Un praticante può scrivere «Avv.» sul biglietto da visita?

No. Secondo l'art. 35, comma 5, del Codice deontologico forense il praticante può usare esclusivamente e per esteso il titolo di «praticante avvocato», con l'eventuale indicazione «abilitato al patrocinio» se ha ottenuto l'abilitazione.

Quando si può scrivere «cassazionista» sul biglietto?

Solo se si è iscritti all'albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori (art. 22 della legge 247/2012). La legge non usa la parola «cassazionista»: una formula chiara è «Patrocinante in Cassazione».

Posso scrivere «avvocato specialista in diritto di famiglia»?

Solo se ha ottenuto il titolo di specialista previsto dall'art. 9 della legge 247/2012. Altrimenti indichi le materie di cui si occupa, per esempio «Diritto di famiglia», senza la parola «specialista».

Inserisca i Suoi dati, scelga modello e colore e controlli l'anteprima senza pagare nulla. Con 7 € riceve subito un PDF professionale da 85 × 55 mm, con 3 mm di abbondanza e segni di taglio, accettato da qualsiasi tipografia. Niente registrazione, niente abbonamento.

Parti da questo modello

Guida

Biglietti da visita per professione

Biglietti da visita per professione: esempi e modelli